Il difficile mestiere di genitore
Nella società attuale è sempre più forte l’esigenza di un’assunzione piena del ruolo genitoriale per accompagnare i figli nel complesso percorso di crescita. Spesso, tuttavia, le famiglie si sentono impreparate a questo compito e, con la complicità della ridotta disponibilità di tempo e di spazio d’azione, rischiano di delegare ad altri l’educazione dei ragazzi.
Si tratta certamente di un “mestiere” difficile, fors’anche di una vera e propria arte: essere genitori significa, infatti, doversi confrontare, oltre che con i figli, anche col partner, con i nonni, con la scuola, con gli amici e con i modelli veicolati dai mass-media. Ma la genitorialità, prima ancora d’essere una realtà concreta, rappresenta un progetto che s’inserisce nelle storie delle rispettive famiglie dei coniugi con svariate ramificazioni.
Due partner che vivono una realtà affettiva significativa e duratura devono anzitutto costruire un’identità di coppia, imparando a conoscersi, confrontarsi e rispettarsi reciprocamente nella vita di tutti i giorni. Con la nascita del primo figlio anche la relazione di coppia si modifica e l’equilibrio precedente deve trovare nuove modalità di espressione; la crescita dei figli, poi, invita a continui aggiustamenti dell’equilibrio raggiunto, per adattarsi di volta in volta alla trasformazione familiare intercorsa.
Se la famiglia è un sistema “aperto”, in grado cioè di assorbire i cambiamenti che avvengono al suo interno, la crescita psicologica di tutti i suoi membri è favorita; se, al contrario, diventa “chiusa”, tali trasformazioni non vengono riconosciute, cosicché il vecchio equilibrio viene mantenuto, anche a costo del disadattamento dei suoi componenti.
In un’ottica transgenerazionale, i coniugi divenuti genitori continuano ad essere figli dei propri genitori. Anche questa relazione deve trovare nuove fisionomie e permettere la trasmissione ai nuovi nati dei valori e delle storie familiari.
Generare, inoltre, non significa in senso stretto procreare biologicamente, ma può essere anche inteso, in forma più ampia, come l’accoglienza di un figlio attraverso l’adozione o l’affido eterofamiliare e, più in generale, come la capacità di realizzare progetti culturali e sociali importanti per le nuove generazioni.
L’essere genitori, dunque, è un processo continuo che trasversalmente prosegue per tutta la vita. E’ un cammino di responsabilità tra piccole e grandi sfide quotidiane che offre a chi lo percorre, insieme a naturali momenti di crisi e di difficoltà, un inconfondibile senso di pienezza e di realizzazione.